Una nuova ricerca evidenzia il valore a lungo termine della CEM per le donne a maggior rischio di tumore al seno
Si comincia a parlare di mammografia con mezzo di contrasto anche nello screening del tumore della mammella
Con la continua evoluzione dell’imaging senologico, la Mammografia con Mezzo di Contrasto (Contrast-Enhanced Mammography, CEM) sta ottenendo crescente riconoscimento come strumento sempre più efficace anche per lo screening del tumore al seno, in particolare per le donne con rischio aumentato di sviluppare la malattia.
La CEM combina le immagini mammografiche convenzionali con la somministrazione di un mezzo di contrasto endovenoso, consentendo ai radiologi di visualizzare sia le strutture anatomiche sia le aree caratterizzate da una maggiore attività vascolare associata ai tumori. Integrando informazioni morfologiche e funzionali in un unico esame, la CEM offre unamaggiore capacità di identificazione delle lesioni rispetto alla mammografia tradizionale.
I ricercatori hanno voluto confrontare le performance della CEM negli screening di prevalenza e di incidenza. Per screening di prevalenza si intendono gli esami eseguiti in pazienti che, nei tre anni precedenti, non siano state sottoposte a CEM o a risonanza magnetica senologica. Lo screening di incidenza comprende invece i controlli successivi al primo, effettuati su pazienti già sottoposte a una di queste metodiche nel precedente intervallo temporale. Questa distinzione è particolarmente importante, poiché il primo ciclo tende a individuare non solo i tumori di recente insorgenza, ma anche quelli presenti da tempo e rimasti fino a quel momento non diagnosticati, costituendo quindi un vero e proprio reservoir ditumori precedentemente non rilevati. Una volta identificati questi casi, il tasso di rilevazione nei controlli successivi potrebbe ridursi. Per questo motivo, la capacità di mantenere elevate prestazioni diagnostiche nel tempo rappresenta un indicatore fondamentale del valore clinico a lungo termine di una tecnologia di screening.
Lo studio ha analizzato circa 6.900 esami di screening CEM eseguiti su 2.700 donne tra il 2015 e il 2021. La maggior parte delle partecipanti era considerata a rischio intermedio di tumore al seno, con un rischio cumulativo nell’arco della vita compreso tra il 15% e il 20%, mentre alcune donne ad alto rischio avevano scelto la CEM come alternativa alla risonanza magnetica mammaria, per controindicazioni o preferenze personali. I ricercatori hanno confrontato le prestazioni della CEM sia durante il primo ciclo di screening sia durante i controlli successivi.
I risultati hanno evidenziato un tasso di rilevazione di 19 tumori ogni 1.000 esami durante il primo screening e di 11,6 tumori ogni 1.000 esami nei successivi. Sebbene il tasso di rilevazione fosse inferiore nei controlli successivi, la differenza non è risultata statisticamente significativa. L’aspetto più rilevante è che lo studio ha dimostrato come la sensibilità della CEM sia rimasta stabile, confermandone l’affidabilità come strumento di screening continuativo.
I risultati suggeriscono inoltre che la CEM possa offrire una maggiore specificità nei controlli successivi, contribuendo a ridurre i richiami non necessari senza compromettere la capacità di individuare tumori clinicamente significativi. Questo equilibrio tra sensibilità e specificità è fondamentale per i programmi di screening che mirano a massimizzare la diagnosi precoce riducendo al tempo stesso l’ansia per le pazienti, gli approfondimenti non necessari e le procedure invasive.
Le evidenze scientifiche continuano a rafforzare il ruolo della mammografia con mezzo di contrasto nei moderni percorsi di screening e diagnostica senologica.
La CEM rappresenta un’opzione di imaging con contrasto più accessibile e sostenibileper molte strutture sanitarie e per le pazienti.
Per i centri di senologia e diagnostica per immagini di tutto il mondo, questi risultati rappresentano un ulteriore passo verso l’adozione di tecnologie di screening avanzate in grado di favorire una diagnosi più precoce e accurata del tumore della mammella. In un contesto in cui i percorsi di screening diventano sempre più personalizzati, strumenti come la CEM possono svolgere un ruolo fondamentale per le donne con mammelle dense, profilo di rischio intermedio o accesso limitato alla risonanza magnetica.