La mammografia potrebbe identificare milioni di donne che necessitano di cure cardiologiche preventive
Una nuova ricerca suggerisce che le calcificazioni arteriose mammarie (BAC), rilevate durante la mammografia, possono aiutare a individuare donne con un aumentato rischio di malattie cardiovascolari, spesso prima della comparsa dei sintomi.
Lo studio evidenzia che molte donne con BAC non hanno una diagnosi pregressa di patologie cardiache, indicando un’importante opportunità per interventi preventivi precoci.
Le calcificazioni arteriose mammarie (BAC) identificate durante la mammografia di screening potrebbero svolgere un ruolo fondamentale nell’individuare le donne a maggior rischio di malattie cardiovascolari (CVD), secondo un nuovo studio pubblicato su Clinical Imaging.
I dati mostrano che un numero significativo di donne con BAC rilevate alle immagini non presenta una storia clinica nota di patologie cardiovascolari, suggerendo che queste calcificazioni possano rappresentare un primo segnale di allarme. Per molte pazienti, la presenza di BAC potrebbe essere il primo indizio della necessità di ulteriori accertamenti cardiologici.
Lo studio, pubblicato il 7 giugno, analizza la relazione tra la presenza di BAC nelle mammografie di screening e la prevalenza della malattia coronarica (CAD). Sebbene il legame tra BAC e rischio cardiovascolare sia già stato discusso in precedenti ricerche, è ancora limitata la conoscenza su quante donne con queste calcificazioni non siano consapevoli del loro rischio.
Laurie R. Margolies, MD, della Icahn School of Medicine at Mount Sinai di New York, e colleghi hanno sottolineato l’importanza di questi risultati. Secondo gli autori, l’identificazione delle BAC potrebbe incentivare le donne asintomatiche a sottoporsi a valutazioni cardiovascolari, consentendo di individuare eventuali patologie non diagnosticate prima che si manifestino complicanze gravi.
Le malattie cardiovascolari nelle donne sono spesso silenziose fino a eventi acuti come infarti o morte cardiaca improvvisa. In questo contesto, la mammografia potrebbe offrire un’importante opportunità per la diagnosi precoce e la prevenzione.
Per approfondire la diffusione delle BAC, i ricercatori hanno analizzato le mammografie di oltre 4.300 donne senza storia di malattia coronarica, infarto, ictus, fibrillazione atriale, angina o scompenso cardiaco.
I risultati hanno mostrato una prevalenza di BAC pari a poco più dell’8%, inferiore rispetto al circa 17% riportato in studi precedenti che non escludevano pazienti con patologie cardiovascolari. Questo suggerisce che fino alla metà delle donne con BAC potrebbe non essere consapevole del proprio rischio aumentato di malattia coronarica.
Lo studio ha inoltre evidenziato differenze tra gruppi demografici: le BAC erano più frequenti tra donne nere e ispaniche, mentre erano meno comuni tra donne ashkenazite e tra quelle in terapia ormonale sostitutiva al momento dell’esame. Non sono state riscontrate associazioni significative con stato menopausale, età del menarca o densità mammaria.
Combinando questi dati con i circa 43 milioni di mammografie eseguite ogni anno, i ricercatori stimano che fino a 3,44 milioni di donne senza diagnosi cardiovascolare potrebbero essere identificate e indirizzate verso cure cardiologiche preventive.
Attualmente, la segnalazione delle BAC non è obbligatoria nella maggior parte dei casi. Il Maryland è, ad oggi, l’unico stato degli Stati Uniti ad aver approvato una legge che impone standard di reporting per le BAC. Tuttavia, la questione resta oggetto di dibattito tra gli esperti: alcuni sostengono il potenziale beneficio della normativa, mentre altri ritengono le evidenze ancora insufficienti.
Nel complesso, lo studio evidenzia il crescente ruolo della mammografia non solo come strumento per lo screening del cancro al seno, ma anche come risorsa strategica per la salute globale delle donne, in particolare per l’identificazione precoce del rischio cardiovascolare.
Fonte: Hannah Murphy | 8 Giugno 2026 | Radiology Business | Womens Imaging